Botanica ed Ecologia

by Verbania Garden on

incontro-botanica-ed-ecologia

Il Prof. Caimi , agronomo forestale e ricercatore dell’Università di Torino, propone un argomento interessante e inconsueto dal titolo BOTANICA E ECOLOGIA STORIA DI UN INCONTRO .
L’incontro, aperto a tutti, è un’occasione per conoscere il Prof. Caimi che sarà il prossimo insegnante per il corso di botanica dell’università della terza età e per anticipare il corso che avrà luogo a partire da gennaio 2017

Editoria & Giardini 2016

by Verbania Garden on

editoria-giardini-2016
Editoria e Giardini è la rassegna annuale di editoria sul tema dei giardini e della botanica a Verbania.

Nata nel 2001 da un’iniziativa del Comune di Verbania, la rassegna si propone di riunire sul Lago Maggiore, territorio strettamente legato alla botanica e alla tradizione del giardinaggio, gli appassionati del tema.

Ogni anno nell’elegante cornice di Villa Giulia di Verbania Pallanza e in diverse ville e giardini del Lago Maggiore, si tengono mostre, eventi culturali, laboratori per adulti e bambini, convegni e conferenze, incontri e presentazioni editoriali, concerti e spettacoli teatrali e installazioni legate al mondo del giardino e della botanica.
E’ possibile vedere l’intero programma su www.editoriaegiardini.it

PROGRAMMA Settembre _ Ottobre _ Novembre _Dicembre

by Verbania Garden on

SETTEMBRE

Da sabato 17 a domenica 25 EDITORIA & GIARDINI

OTTOBRE

Martedì 4 ore 15 in sede presentazione dei laboratori;
(chi non può essere presente ma vuole partecipare lo comunichi sarà tenuta informata per il materiale e gli incontri)

Sabato 15 ore 15 CASTAGNATA E MERENDA D’AUTUNNO presso la casa di Silvia e Maurizio De Vecchi a Ghiffa

Giovedì 27 ore 21 in sede le ORTENSIE con la dottoressa Carola Lodari con degustazione di “tè d’ortensia”

NOVEMBRE

Sabato 12 ore 16.00 a Villa Olimpia a Pallanza il dottor Angelo Caimi presenterà un incontro aperto al pubblico “BOTANICA ED ECOLOGIA STORIA DI UN INCONTRO”

Sabato 19 ore 15.00 Centro Professionale via Vedani 2 Intra (vicino al Cobianchi) Maria Teresa Guglielmetti insegnante di scuola Ohara presenta IKEBANA : STORIA E COMPOSIZIONE

DICEMBRE

Sabato 17 ore 14.30 in sede COMPOSIZIONE NATALIZIA
le interessate saranno informate circa il materiale occorrente

Martedì 20 ore 21.00 in sede scambio di auguri

Programma marzo-aprile-maggio-giugno

by Verbania Garden on

MARZO

Sabato 19 marzo ore 14.30 a Villa Giulia laboratorio INTRECCIO DELLE PALME durante la MOSTRA DELLA CAMELIA ( prenotazione obbligatoria)
E alle ore 17.00 distribuzione di tè
domenica 20 marzo ore 17 distribuzione di tè

(chi vuole partecipare al venerdì all’allestimento della mostra si accordi con Valeria 3482422861)

APRILE

Domenica 3 ritrovo alle ore 14.30 parcheggio Suna con mezzi propri visita alla mostra mercato di fiori a Villa Faraggiana ( una occasione per visitare il parco)

Giovedì 14 ore 21.00 in sede PIANTE DA STRADA E………DA GIARDINO con Carola Lodari

Domenica 17 ore 15 MERENDA DI PRIMAVERA da Anna ad Arizzano

Venerdì 22 e venerdì 29 composizione floreale concordare con Valeria

MAGGIO

Sabato 14 IL GIARDINO DELLE ISOLE DI BRISSAGO ritrovo parcheggio Canottieri Intra ore 13.30 imbarco per l’isola a Porto Ronco – Svizzera ore 14,50

Giovedì 26 in sede ore 21.00 LE PIANTE DEI MURI con Valeria

GIUGNO

Sabato 18 visita al vivaio CENTRAL PARCK a Galliate ritrovo ore 14.00 solito parcheggio a Suna e con mezzi propri ci recheremo sul posto ( scarpe da giardino)

Nota bene per le visite a giardini e vivai è gradita la conferma di partecipazione perché in caso di brutto tempo o altre variazioni è possibile comunicarlo agli interessati

La fecondazione del fico

by Verbania Garden on

Il fico che noi mangiamo di per se una infiorescenza a forma di ricettacolo cavo interamente tappezzato di fiori e con un poro apicale protetto da squame ( l’ostiolo) che prende il nome di SICONIO. La forma del siconio Ë variabile, da sferico appiattita a piriforme-allungata. Il colore della buccia Ë bianco-verdastro e nero.
La parte carnosa deriva dall’ingrossamento del ricettacolo del fiore e i frutti veri e propri, di solito scambiati per semi, sono frutti secchi tipo achenio che si trovano al suo interno
Del fico esistono due forme Ficus carica caprificus e Ficus carica sativa

Il primo chiamato semplicemente Caprificio produce in un anno tre generazioni di fichi
1- i PROFICHI che si sviluppano in primavera e sono dei piccoli fichi i cui fiori maschili posizionati all’ingresso del ricettacolo sono fertili mentre i fiori femminili, in fondo al ricettacolo, sono sterili. Un insetto (la Blastophaga psenes) visita i profichi e deposita le proprie uova sui fiori sterili. Alla fine della primavera le giovani larve escono dallíuovo e abbandonano i profichi e uscendo attraverso líostiolo si caricano di polline.
2- nel frattempo sulla pianta sono maturati dei siconi che hanno fiori femminili fertili e sono detti MAMMONI i fiori dei mammoni vengono visitati dall’insetto carico di polline dei profichi e i fiori fertili vengono feconfati ma poiché il fiore femminile fertile ha lo stilo lungo impedisce all’insetto di deporre le uova.
3- in autunno appaiono dei fichi simili ai mammoni ma non riescono a maturare per il freddo questi fichi sono chiamati ì MAMMEî la nostra Blastophfaga li infetta e nella sucessiva primavera avviene la seconda schiusa le larve abbandonano le MAMME e vanno ad infettare i profichi rinnovando cosÏ il ciclo.

Anche nel fico domestico si osserva un ciclo analogo
fioroni o fichi primaticci: si formano in autunno, maturano nella tarda primavera dell’anno successivo e presentano fiori femminili longistilo e quindi non soggiacciono al parassitismo ma poichË il polline non Ë ancora pronto non vengono fecondati . Questi frutti non possono essere conservati;
– fichi veri: si formano in primavera, maturano a fine estate dello stesso anno e portano fiori femminili fertili o sterili a seconda della variet‡ essi avendo fiori longistili non vengono parassitati ma possono essere fecondati dal polline dei fichi selvatici.

Blastophaga-psenes.-Femmina brogiottonero(1)

Nuovi rari minerali

by Verbania Garden on

Nuovi rari minerali e

la prima gita in cava al Museo Granum di Baveno

24 giugno 2016

 

Prende avvio venerdì 24 giugno la stagione 2016 del Museo Granum di Baveno.

Il primo appuntamento è dedicato all’ormai classica, ma sempre apprezzata, gita in cava, nei luoghi di estrazione e trasformazione del granito rosa, che si presentano come uno straordinario balcone panoramico sul lago e sulla bassa Ossola.

La gita è preceduta dall’inaugurazione alle ore 16.00 del nuovo allestimento delle vetrine dedicate ai minerali del granito di Baveno, realizzato grazie alla preziosa collaborazione di Claudio e Marisa Albertini di Omegna, che gentilmente prestano per l’intera stagione museale, alcuni campioni di particolare bellezza della loro prestigiosa collezione mineralogica. È l’occasione per ammirare ad esempio la bavenite, raro minerale rinvenuto per la prima volta proprio nelle cave di Baveno nel 1901, così come diversi campioni provenienti da collezioni storiche dell’800 e di inizio ‘900, o una rarissima prima pubblicazione relativa ai minerali del granito di Baveno…

A seguire, alle ore 16.30, accompagnati da un geologo e guida escursionistica ambientale, inizierà la visita guidata al museo e l’escursione con minibus alle cave, in un percorso alla scoperta delle caratteristiche del granito rosa, di antichi e moderni attrezzi, tecniche di estrazione e di lavorazione della pietra, luoghi produttivi… in un panorama mozzafiato!

Si ricorda che l’ingresso all’inaugurazione, come del resto al Museo, è gratuito.

Il costo della gita, da prenotare obbligatoriamente entro le ore 17 del giorno precedente, è invece di 15 euro, compreso il trasporto; la gita è adatta a tutti, prevedendo il trasporto con minibus, ma i ragazzi devono avere almeno 15 anni.

 

Per prenotazioni e maggiori informazioni:

Ufficio Cultura, Turismo e Sport Città di Baveno

Piazza della Chiesa, 8

28831 Baveno (VB)

Tel. 0323 924632

Fax 0323 916975

www.comune.baveno.vb.it

www.bavenoturismo.it

 

24_06CUOREDELGRANITOROSAlow (1)

Le bizzarie delle piante succulente

by Verbania Garden on

Le cosiddette piante grasse costituiscono un gruppo di vegetali capaci di sorprendere per il loro straordinario aspetto multiforme già nella loro normalità, cioè quando esprimono i tratti morfologici tipici di ciascuna specie. Anche all’interno di un medesimo genere a volte si contano entità assai differenti fra di loro, come nel caso esemplare del genere Euphorbia che comprende circa 2000 specie, molte delle quali succulente, ma non solo, e con forme di crescita varie per potersi adattare ad ambienti con condizioni climatiche particolari. All’interno delle succulente, così chiamate per la capacità di accumulare nei loro tessuti  l’acqua che funge da preziosa riserva per sopravvivere durante i periodi siccitosi, le Cactacee sono un’altra vastissima famiglia con oltre 2000 specie appartenenti a vari generi , distribuiti in habitat estremamente diversi  che si situano dal Nord America fino all’estremo Sud del continente americano. Per poter vivere in ambienti difficili queste piante mettono in atto una serie di strategie, quali forme adatte, spine e peli, diverso metabolismo.

Come se la grande variabilità naturale non bastasse, fra le piante grasse si riscontrano anche diversi tipi di anomalie che alterano le loro caratteristiche morfologiche e fisiologiche. Queste alterazioni sono l’oggetto di interesse della teratologia, cioè dello studio scientifico dei “mostri vegetali”, dal termine greco “teras” che significa appunto mostro.  Il fenomeno teratologico, a differenza degli adattamenti evolutivi per facilitare la sopravvivenza in un ambiente ostile, si manifesta quando la natura “perde un colpo”, quando qualcosa va storto nel normale programma biologico, con forti cambiamenti per la pianta come la perdita di alcune sue parti (fiori, spine, coste), comparsa di fiori poco o per nulla funzionali, di deformazioni e proliferazioni. La mostra Cactus Folies edizione 2016 ha come suo tema centrale le stranezze di queste piante aberranti che sono di interesse sia per il coltivatore, dato il particolare valore economico di certi pezzi unici, sia per il collezionista che non è ancora soddisfatto della pur grande varietà offerta dalle piante normali.

Fra le piante succulente dunque si riscontrano differenti tipi di fenomeni anomali. Uno ben noto e molto apprezzato è la variegatura per la quale le foglie appaiono verdi e bianche o multicolori per l’assenza di clorofilla in alcuni tessuti che si manifesta con bande, striature, macchie e punti che hanno grande interesse sotto il profilo commerciale. A parte il caso della variegatura naturale, ci sono differenti cause per la comparsa di variegatura, come clorosi, virosi, geni instabili e mutazioni somatiche. Le variegature dell’Agave americana e di Sansevieria trifasciata rientrano di fatto in un fenomeno chiamato chimera, dal nome del mostro della mitologia greca Chimera, un po’ leone, un po’ capra e con la coda di drago, cioè con caratteri somatici misti. La variegatura chimerica, causata da una mutazione nel meristema, comporta la presenza nella pianta di due o più linee cellulari diverse formanti tessuti geneticamente differenti che non si mescolano e danno luogo a colorazioni diverse.  Ci sono anche altri tipi di chimere che riguardano il numero cromosomico o la forma delle foglie o i fiori. Le chimere si possono pure “fabbricare” grazie alla tecnica dell’innesto.

Un secondo importante fenomeno teratologico è la fasciazione che comporta la trasformazione di un fusto  dalla forma cilindrica a quella a cuneo, ventaglio o cresta. Con la fasciazione il fusto inizia ad allargarsi invece che ad allungarsi, si perde così la simmetria radiale a favore di quella bilaterale per cui le creste si estendono su un unico piano. Il fenomeno risulta particolarmente vistoso e interessante quando le creste diventano enormi o quando, per mancanza di spazio, si formano delle convoluzioni che ricordano la forma di un cervello.  Le creste più sorprendenti, per le dimensioni che raggiungono, sono certo quelle che si verificano in natura in Arizona su alcuni esemplari di saguaro (Carnegiea gigantea). La fasciazione può interessare oltre che il fusto anche le foglie, le radici o i fiori e viene scatenata da fattori genetici e ambientali: il DNA della pianta prevede la possibilità di attuare la fasciazione ma occorre uno stimolo esterno perché ciò avvenga, come radioattività, intemperie, sostanze chimiche, lesioni, nutrizione eccessiva o troppo scarsa. I due fenomeni di variegatura e fasciazione possono coesistere nella medesima pianta.

Il confine fra la fasciazione e la mostruosità spesso non è ben definito. Tuttavia le piante mostruose rispetto alle crestate hanno una maggiore perdita di simmetria e un tipo di crescita casuale in tante direzioni essendo prive di un singolo apice dominante che ordini la crescita.  Le teratofite manifestano vari tipi di aberrazioni, quali la proliferazione in cui appunto ogni meristema non più controllato dai regolatori di crescita si sviluppa originando forme “a cavolfiore” per colpa di un agente patogeno (micoplasmi) che la pianta cercherebbe di estromettere. Altre mostruosità sono la torsione per la quale, ad esempio, le coste diritte si avvolgono invece a spirale; l’assenza parziale o totale di spine (mutazione recessiva); le follie fogliari con margini fogliari crespati o con formazione di escrescenze e verruche sul lembo delle foglie (ad es. Echeveria gibbiflora ‘Carunculata’) o con foglie che si fondono formando una specie di anfora (es. Crassula ovata ‘Gollum’). O, ancora, si possono formare fiori doppi, in cui gli stami sono sostituiti da organi simili a petali, o fiori con petali che non si espandono. I “mostri vegetali” possono essere causati anche dall’ibridizzazione che, unendo genotipi parentali diversi, produce uno squilibrio con crescita disordinata e forme intermedie rispetto ai genitori.

Le mostruosità sono il risultato di mutazioni che per la maggior parte sono regressive, cioè causano l’arresto del normale sviluppo comportando la deformazione o non funzionalità di organi importanti. I fattori ambientali, come ferite, nutrizione, shock, possono causare la comparsa di mostruosità, ma  occorre sempre che ci sia nella pianta la capacità latente (base genetica) di modificarsi. Studi recenti hanno trovato, con esperimenti di laboratorio, che la mutazione avverrebbe per un processo di interscambio di materiale genetico tra i cromosomi delle cellule somatiche dando origine a forme vegetali aberranti (processo detto variazione somaclonale), che si possono indurre anche con agenti chimici. Ciò spiega in parte l’origine delle mostruosità , ma molto ancora resta da scoprire.

 

Copia di 1069855_636450839707457_1716979352_n Hildewintera aureispina creststa